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Vinciguerra Antonio

Antonio Vinciguerra - foto © Claudio Barontini

Cresciuto a Livorno in una famiglia di musicisti, nonostante si avvicini giovanissimo al mondo del disegno (con cui inizia ad aver confidenza a tre anni, quando la carta gialla della spesa ed il tavolo di cucina accolgono le sue prime gioiose fatiche), frequenta l'Istituto Tecnico lavorando in seguito come cartellonista, operatore e programmatore meccanografico. L’amore per l’arte è tuttavia troppo forte e nel 1970 decide di fare della pittura la sua unica professione. A spingerlo vero questa scelta l’incontro con il grande Pablo Picasso, che conosce nel ’59 a Vallauris, in Provenza,  durante una mostra di ceramiche dell'artista spagnolo. Nel ‘65 entra in contatto con il maestro livornese Giovanni March ed è invitato a far parte del movimento storico “Gruppo Labronico”. L'amore per la pittura francese (vive per un breve periodo a Parigi, nello studio del pittore Daniel Schinasi in rue du Mont Cenis a Montmartre), accende la sua tavolozza di stampo tonale, come quella del suo maestro Giovanni March, conducendolo verso un uso del colore forte e deciso alla maniera dei Fauves. Nel ‘76 incontra Mino Maccari nel suo studio a Cinquale. Maccari, affascinato dall'incisività del suo segno, lo segnala allo storico dell'arte Federico Zeri. E’ il ’77 l’anno in cui hanno inizio una serie di mostre negli U.S.A. tra cui quella alla Frank V. de Bellis Collection di San Francisco. Nello stesso anno John Wilson, fiduciario del Boston Museum of Fine Art, acquista alcuni suoi dipinti. L'arte di Vinciguerra assume in questo periodo una svolta in direzione metafisica, con lo spaesamento d'ascendenza surrealista che si coniuga a elementi vicini all'arte concettuale, suscitando la stima e l'interesse critico dello storico Antonello Trombadori che lo presenterà in articoli su riviste specializzate e in testi monografici. Sul principio degli anni ’80 inizia ad interessarsi alla scultura  iniziando a frequentare le fonderie artistiche di Pietrasanta.  Del 1983 è la sua prima opera pubblica a Livorno, dove realizza, per il centenario della difesa dall'invasione austriaca, un bassorilievo in bronzo per la storica Porta San Marco. Questa sarà la prima di una serie di numerose opere pubbliche la più suggestiva delle quali è il portale centrale del Duomo di Livorno, realizzato per ricordare il 400º anniversario della fondazione della città ricorso nel 2006 e il bronzo di Papa Wojtyla che si trova nella piazza del Santuario di Montenero. Ma ci sono anche le 15 sculture della Via Crucis e i dipinti per la chiesa di Santa Lucia Nuova in Banditella, il bronzo dell’Ultima Cena e San Francesco alla chiesa di Santa Lucia di Antignano, le tre pale dipinte per l'altare maggiore e la porta in bronzo della chiesa di san Jacopo di Acquaviva, per poi arrivare alle realizzazioni per lo storico Complesso 2°. Gherardesca” dove Vinciguerra ha dipinto affreschi e trompe l’oeil riguardanti ancora una volta la storia della città e la scultura d’acciaio dedicata a Pietro Mascagni, nella sede dell’Istituto Superiore Musicale a lui intitolato. Nel 1986 incontra a Ro di Ferrara il critico e storico dell'arte Vittorio Sgarbi che afferma di aver scoperto in lui un nuovo Domenico Gnoli.  Nel 1988, in occasione del centenario della nascita di Giorgio De Chirico, è invitato ad esporre a Roma alla mostra «La Metafisica interpretata. Omaggio a De Chirico» organizzata dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Tra le altre sono presenti opere di Carlo Guarienti, Jean Pierre-Velly e alcune sculture dello stesso De Chirico. Nell’89 soggiorna per la prima volta alle Hawaii dove dipinge la sua prima Tela bianca, dando inizio così ad un nuovo periodo artistico. Nel 1988 conosce il critico americano Barbara Rose, moglie di Frank Stella, ed è inserito da Giunti Editore nel cd-rom Arte su Toulouse Lautrec, di cui disegna la copertina, in collaborazione con Edizioni La Repubblica. Nel 2002 cura la scenografia de Il perfezionista, un cortometraggio cinematografico del regista Rossano Vittori, premiato al Festival Europacinema di Viareggio. Nel 2008 il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno allestisce ai Granai di Villa Mimbelli una personale dal titolo «Antonio Vinciguerra: L'occhio del silenzio», curata da Alice Barontini, pubblicando un catalogo con la prefazione del poeta Luciano Luisi, edito da Bandecchi & Vivaldi (Pontedera).

foto © Claudio Barontini