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Cascella Pietro

Pietro Cascella - foto © Claudio Barontini

Nato a Pescara il 2 febbraio 1921, Pietro Cascella è stato uno scultore, pittore  e ceramista. Inizia a interessarsi alla pittura da ragazzo, alla scuola del padre Tommaso partecipando nel ’42 alla XXII Biennale di Venezia, nel ’43 alla IV Quadriennale di Roma e nel ’48 alla prima edizione della Biennale di Venezia del dopoguerra: la numero XXIV.  Si trasferisce a Roma nel 1938 per seguire i corsi dell’Accademia delle Belle Arti, impegnandosi poi con il fratello artista Andrea e con altri amici nella realizzazione di opere in ceramica, alla fornace di Valle d’Inferno, a Roma. Nel 1945 sposa Anna Maria Cesarini Sforza e un anno dopo nasce sua figlia, Benedetta. Nel ‘50 espone come scultore in ceramica alla XXV Biennale di Venezia. Nel ’51 nasce il figlio Tommaso e nel ’56 Susanna. Nello stesso anno  espone due ceramiche sempre alla Biennale veneziana. Nel 1958 crea il progetto per il «monumento di Auschwitz» con il fratello Andrea e l’architetto spagnolo Julio Lafuente, vincendo il concorso. Scartato tale progetto dalla committenza per ragioni formali, ne realizza con l’architetto Giorgio Simoncini un secondo in granito e pietra di radkuf, ultimato nel ’67. Sono questi gli anni  in cui realizza  quadri-scultura, le cui tematiche surreali subiscono l’influenza del pittore cileno Sebastian Matta, l’amico conosciuto negli anni ’50. Nel ’65 invece conosce la scultrice svizzera  Cordelia von den Steinen, sua futura moglie. Nel ’66 (anno in cui si trasferisce in Versilia, a Monteggioni) si registra la sua ennesima  partecipazione alla Biennale di Venezia, dove allestisce una sala personale e nel ’72 (quando nasce il figlio Jacopo) un’ambientazione. Il 1970 è l’anno in cui inizia a lavorare al «monumento a Mazzini», ultimato a Milano quattro anni dopo, in piazza della Repubblica. E’ questo l’inizio di una lunga serie di opere monumentali, che caratterizzeranno gran parte del suo operato, utilizzando in particolar modo materiali come il marmo, il travertino e la pietra. Nel ’77 si trasferisce nel Castello della Verrucola a Fivizzano (Massa Carrara). A metà anni ’90 inizia la realizzazione della Cappella gentilizia ad Arcore, commissionata da Silvio Berlusconi che già negli anni ’80 l’aveva contattato per realizzare una scultura di grandi dimensioni a Milano 3, intitolata Sole e Luna. Della metà degli anni ’80 sono, fra gli altri, anche il Monumento a tutti i giorni (1979-1983) e Cento anni di lavoro  (1982) dedicato all’anniversario dello stabilimento Barilla. Nell’’83 è membro dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, diventandone presidente nel 2004, quando è anche eletto all’Institute de France come Corrispondente. Nell’ 86 partecipa alla XLII Biennale di Venezia. Nella sua città natale realizza nel 1987 la scultura in marmo di Carrara Nave e nell’89 Monumento ai Caduti. Nel 1999 è invitato alla XIII Quadriennale di Roma. All’inizio del 2008 lavora alla scultura Ara Pacis, edita per la prima volta nell’Omaggio a Cascella allestito alla Biennale di Venezia del 2009. Si spegne il 18 maggio 2008 nella sua casa a Pietrasanta, assistito dai figli Benedetta, Tommaso, Susanna, Jacopo e dalla moglie Cordelia.

© foto Claudio Barontini